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29 Agosto 2018

RAPPORTO CENSIS: REATI IN CALO, MA GLI ITALIANI HANNO PAURA


Nel 2017 sono stati denunciati 2.232.552 reati, diminuiti del 10,2% rispetto al 2016. Tuttavia si moltiplicano paure e insicurezze. E’ quanto emerge dal 1° Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia realizzato dal Censis con Federsicurezza.

Lo scenario

Andando ad osservare i dati più nel dettaglio, vediamo che gli omicidi si riducono dai 611 del 2008 ai 343 dell’ultimo anno (-43,9%), le rapine passano da 45.857 a 28.612 (-37,6%) e i furti scendono da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%).
Tuttavia, parallelamente, emerge che ben il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. E proprio la criminalità continua ad essere ritenuta un grave problema per il Paese, segnalato, dal 21,5% dei nostri connazionali, al quarto posto (dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e le tasse eccessive).
In cosa ricercare le ragioni di questa percezione di insicurezza? “La concentrazione dei reati in alcune zone amplifica le paure” si legge nel comunicato stampa del Censis. Basti pensare che in sole quattro province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati. Al primo posto troviamo Milano (con 237.365 reati commessi nel 2016 – pari al 9,5% del totale), poi Roma, Torino e Napoli.

Come reagisce la popolazione?

A fronte di questa situazione, il 92,5% degli italiani adotta almeno un accorgimento per difendersi da ladri e rapinatori. Il più utilizzato è la porta blindata, seguono i sistemi d’allarme, e poi ancora inferriate su porte e finestre, vetri e infissi blindati, l’installazione di telecamere.
Non solo: cresce la voglia di sicurezza “fai da te”. Dal Rapporto emerge che il 39% degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale. Un dato in netto aumento rispetto al 26% rilevato nel 2015.

Il ruolo della vigilanza privata

In questo contesto diviene più che mai fondamentale l’apporto della vigilanza privata, chiamata ad operare accanto alle Forze dell’Ordine per garantire l’incolumità dei cittadini e l’ordine pubblico sul territorio. Sono oggi 64.000 gli addetti che contribuiscono a garantire sicurezza in luoghi sensibili come aeroporti, porti, uffici pubblici e poi, ancora, ospedali e tribunali, aziende, eventi collettivi.
Chiosa così il comunicato del Censis: “Sicurezza vuol dire professionalità. È necessario riconoscere pienamente le competenze e le funzioni dei professionisti della sicurezza che, affiancando con successo le Forze dell’Ordine per assicurare un bene collettivo irrinunciabile, generano valore sociale.”

Per leggere il cs integrale clicca qui http://censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121167

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